Documento
conclusivo
Gli
operai e i lavoratori riuniti in assemblea a
Cisterna di Latina il 15 gennaio 2005 esprimono un giudizio totalmente
negativo sull’operato dei rispettivi gruppi dirigenti e responsabili
sindacali, il fallimento della loro linea collaborazionista è sotto gli occhi
di tutti. Le fabbriche hanno chiuso, le condizioni di lavoro in quelle attive
peggiorano di giorno in giorno. Era loro compito organizzare e dirigere la
lotta di resistenza, unire e generalizzare la risposta degli operai sui
problemi che erano e sono comuni. Bisognava far pagare pesantemente la
chiusura delle fabbriche ai padroni fino a farli desistere dove era possibile
e impedirgli di spingere lo sfruttamento oltre un certo limite.
Ma potevano? Ci
chiediamo. Potevano svolgere questa funzione ?
La risposta è NO e ce ne siamo accorti tardi. Non potevano perché
sono staccati dalla vita operaia, non hanno i nostri stessi problemi,
sull’economia la pensano come i padroni, il profitto è intoccabile, le
ristrutturazioni per garantirlo sono la conseguenza inevitabile.
Solo degli operai
che hanno imparato per propria esperienza che il profitto è la fonte di ogni
rovina per loro e quelli come loro, solo chi ha provato che la corsa al
profitto ad un certo punto si mangia l’industria stessa licenziando migliaia
di operai, solo operai del genere potevano e possono organizzare una
resistenza seria contro i padroni e il loro modo di produzione.
Queste
cose oggi ci sono più chiare di ieri, dopo tante sconfitte e tanti
arretramenti e ci conducono ad una sola conclusione: in ogni sindacato e
specialmente in quelli in cui gli operai militano maggiormente, bisogna fare
una specie di rivoluzione. I dirigenti e i funzionari compromessi, i delegati
amici del padrone vanno prima denunciati agli occhi di tutti sulle
responsabilità che hanno avuto e poi sotto la spinta diretta degli operai
vanno man mano sostituiti da gente che ha le idee chiare su chi è il padrone
e come va combattuto.
Siamo convinti che
in questa necessaria opera di rigenerazione del sindacato, come sindacato
operaio, siano tanti gli operai
disposti ad impegnarsi nelle fabbriche ed è per questa ragione
che vogliamo collegarci stabilmente con coloro che vogliono partecipare
a quest’opera.
Rileviamo con
soddisfazione che anche gli operai di Milano con la mozione approvata
all’assemblea del 12 novembre hanno messo sul tavolo gli stessi problemi,
siamo disponibili ad un’azione comune nelle fabbriche in cui lavoriamo.
E’ venuto il tempo
per gli operai di uscire dalla fase di subalternità ai padroni, ai loro
governi ed ai sindacalisti zerbini, si può rialzare la testa e Melfi insegna,
dipende solo da noi.
APPROVATO
ALL’UNANIMITA’ PER ALZATA DI MANO DA
DELEGATI E OPERAI DELLE SEGUENTI FABBRICHE:
Meccano
A. Cisterna di LT
Nexans-
Latina
Met.Ro
spa – Roma
Cooperative
area Casilina
Selenia
Comunications – Cisterna di LT
Ondulit-
Cisterna di LT
Ex
Copel - Latina
PAN
– Napoli
Fiat New Holland - Modena
Terim
–Modena
Ansaldo
Camozzi – Sesto S. Giovanni (Mi)
INNSE
presse – Milano
Siemens
– Cassina de Pecchi (Mi)
Info:
costam.1@virgilio.it
Cisterna di Latina 15 gennaio 2005