Dichiarazione di voto per il
referendum sulla piattaforma del contratto dei metalmeccanici
Al referendum sulla piattaforma del 15 16 febbraio voteremo
NO ed invitiamo tutti gli operai a fare altrettanto.
La piattaforma contrattuale non va bene e va totalmente
riscritta.
Le ragioni sono semplici e si possono riassumere brevemente.
La prima, si chiedono 105 euro lordi fondando la richiesta
sui dati dell’ISTAT che sono falsificati e sull’inflazione programmata dal
governo che è una presa in giro.
L’aumento dei prezzi dei consumi operai che bisognava
recuperare è ben oltre il 30% e la richiesta andava fondata su questi dati
reali. Si è scelto la strada di una misera richiesta prendendo per buoni i dati
del governo, non siamo d’accordo, vogliamo la revisione al rialzo della
richiesta, non faremo spingere i nostri salari verso il basso proprio da chi
doveva difenderli.
Non consideriamo seria la richiesta di aumento di 25 euro,
che viene sommata ai 105: vale solo per chi dal 93’ al 2009 non farà
contrattazione aziendale.
La seconda, la riparametrazione per livelli della richiesta
non è accettabile.
Il mercato del lavoro è cambiato, le nuove leve operaie
sono schiacciate ai livelli più bassi, terzo o quarto livello; ricattati in
tutti i modi con contratti precari e dovrebbero ora essere ancora penalizzati
con una richiesta che è circa il 40% inferiore a quella di un impiegato di 7
livello,
Lo schiacciamento di tanti operai verso il livello di
sussistenza, l’espulsione di migliaia di operai dalle fabbriche ha prodotto
una nuova tendenza a riconoscersi uguali, con gli stessi problemi e le stesse
necessità: una differenziazione nella richiesta di quattro soldi è
inaccettabile e può accontentare solo qualche impiegato e capo di alto livello.
La terza, hanno nominato un’assemblea nazionale per
seguire le trattative, ma non sarà formata da delegati scelti dagli operai
stessi. I componenti saranno scelti dalla FIOM, FIM e UILM in modo paritetico e
cioè due terzi saranno mandati dalle stesse organizzazioni che hanno fatto gli
accordi separati, responsabili della svendita del precedente contratto
nazionale, Se c’è qualcuno che ha il diritto di seguire tutte le fasi della
trattativa sono gli operai che lottano in prima fila e non altri, i delegati
compromessi.
Su una piattaforma del genere non daremo il nostro consenso
e se saranno tanti operai a dire NO per le stesse ragioni i dirigenti sindacali
e i capi di Federmeccanica dovranno tenerne conto. La spinta salariale non potrà
essere imbrigliata né da misere richieste sindacali e nemmeno da miserabili
risposte Confindustriali.
Iniziamo a votare contro e lanciamo un segnale che non ci
accontenteremo delle briciole.
Dichiarazione di voto presentata: