Risoluzione approvata il  4.11.2000   a Torino da operai delle seguenti fabbriche:

FIAT Mirafiori (TO), FIAT Rivalta (TO), FIAT New Holland (MO), Terim (MO), Meta spa (MO), Siemens – Cassina de Pecchi (MI), Demag – Innse (MI), Manzoni Presse (MI), Marelli ex Borletti (MI), Ex Falck – Sesto San Giovanni (MI), Ex Riva Calzoni (MI), Olcese filati (NO), Radici Chimica (NO)

 INVITIAMO GLI OPERAI CHE CONDIVIDONO LA RISOLUZIONE A COMUNICARLO. 

Considerando

Che l’emancipazione della classe operaia deve essere opera degli operai stessi che la sottomissione economica degli operai nei confronti dei detentori dei mezzi di lavoro è la causa prima della schiavitù in tutte le sue forme.

Che l’emancipazione economica della classe   operaia è di conseguenza il grande scopo al     quale ogni movimento politico proprio degli     operai deve essere finalizzato.

Che l’emancipazione della classe operaia        essendo un problema sociale abbraccia tutti  i paesi nei quali esiste la società moderna, e     che la possibilità della sua realizzazione si fonda sull’unione fraterna fra gli operai dei diversi paesi.

Che su questi presupposti gli operai iniziarono a costituirsi come forza sociale indipendente, a darsi un’organizzazione internazionale, a muovere i primi passi di un movimento politico indipendente.

Questi presupposti sono veramente superati o potrebbero oggi, in questo preciso momento storico diventare per gli operai una base programmatica per ricominciare da capo un nuovo proprio movimento politico?

La domanda è rivolta a coloro che hanno scelto ancora gli operai come soggetto centrale della loro azione, se la risposta fosse corretta perché non incontrarsi, perché non sviluppare un lavoro comune, perché non invertire la tendenza alla disgregazione unendo le diverse forze in nome di un interesse comune l’emancipazione degli operai dalla schiavitù del lavoro salariato?

 

 

 Motion approved on 4/11/2000 in Turin by the workingmen of the following factories:

  Fiat Mirafiori (To), Fiat Rivalta (To)m, Fiat New Holland (MO), Terim (MO), Meta spa (MO), Siemens – Cassina Pecchi (MI), Demag/Innse (MI), Manzoni Presse (MI),Marelli ex Borletti (MI), Ex Falck- Sesto S. Giovanni (MI), Ex Riva Calzoni (MI), Olcese Filati (NO), Radici Chimica (NO).

 

We invite the workingmen that agree with the motion to send their subscription.

Considering

that the emancipation of the working class has to be realised  by the workingmen themselves, that the workingmen’s economical submission to the possessors of the means of production is the primary cause of slavery in all its aspects.

That the economical emancipation of the working class is consequently the main purpose to which any political movement peculiar to workingmen must direct toward to.

That the emancipation of the working class being a social problem embraces all the countries in which modern society exists, and that the possibility of its fulfilment is based on the brotherhood among workingmen of the different countries.

That on this premises workingmen began to constitute themselves as an independent social force and began to build an international organisation, taking the  first step on an independent political movement.

Are this premises really outmoded, obsolete or could they become  today, in this historical moment, to the workingmen a programmatic basis to restart a brand new political movement of their own?

The question is addressed to those who have chosen the workingmen as a central subject of their action, if the answer is correct why don’t meet each other in order to develop a  collective work, why shouldn’t we   invert the tendency to disintegration unifying the different forces under a collective interest: the emancipation of workingmen from the slavery condition of salaried work.